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La tua Parola
è lampada ai miei passi

 

Commento alle letture della domenica
a cura di don Diego Belussi

bedieg@libero.it

SOLENNITA' DELL'ASSUNTA

 Prima lettura
Ap 11,19; 12,1-6.10
Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l’arca della sua alleanza. Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio. Allora udii una voce potente nel cielo che diceva:
«Ora si è compiuta
la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio
e la potenza del suo Cristo».

Seconda lettura
1Cor 15,20-26
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai
Corìnzi 

Fratelli, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita. Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo avere ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Forza. È necessario infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte, perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi.

Vangelo
Lc 1,39-56
+ Dal Vangelo secondo Luca
 

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto». Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Commento

La prima lettura ci presenta l’immagine di una donna incinta: i segni che essa porta permettono di identificarla come il nuovo popolo di Dio, la Chiesa. Il drago rosso rappresenta il diavolo e le forze che si oppongono all’annuncio del vangelo; alla fine è sconfitto e non può più nuocere. La Chiesa è perseguitata fin dall’inizio , come suggerisce questo racconto, ma per l’aiuto di Dio alla fine uscirà vittoriosa. Nella costituzione Lumen Gentium del Concilio vaticano II Maria, di cui oggi celebriamo la festa, è tipo o immagine della Chiesa sotto tre punti di vista: quello della fede, della carità e dell’unione con Cristo. Con totale disponibilità e obbedienza al piano di Dio Ella ha generato il Figlio del Padre per opera dello Spirito Santo dando ascolto al messaggero di Dio. La Chiesa come Maria genera alla vita nuova i figli di Dio attraverso la parola accolta con fede e mediante la predicazione e il battesimo. Mentre Maria ha già raggiunto la pienezza della salvezza con anima e corpo la chiesa è chiamata a crescere ogni giorno nella santità vincendo il peccato.

Nella seconda lettura è messa come dato di fatto la risurrezione di Gesù, senza la quale la fede cristiana sarebbe vana. Se infatti Cristo non fosse risorto il Vangelo non sarebbe un lieto annunzio di salvezza perché l’ultimo nemico, la morte,non sarebbe vinto e la paura continuerebbe a renderci schiavi. La resurrezione a cui ogni uomo è chiamato è un evento integrale che coinvolge anche la corporeità;il corpo non recherà più tracce di morte ma sarà fonte di vita, un corpo spirituale a immagine dell’uomo nuovo.

Anche il vangelo nell’incontro di Elisabetta e Maria è annuncio di vita, buona notizia per il mondo. L’esultanza del bimbo nel grembo di Elisabetta corrisponde al gaudio di Maria che canta il suo inno di lode al Signore, il Magnificat. Maria guardando agli eventi con occhi nuovi sa riconoscere che per i poveri e gli oppressi di ogni tempo è giunto il momento del riscatto e della liberazione, perché Dio ha adempiuto le sue promesse. Siamo chiamati anche noi come Maria ad alzare lo sguardo per contemplare la nostra quotidiana realtà dalla parte di Dio; con gli occhi della fede possiamo anche noi riconoscere le grandi opere che Egli compie nella nostra vita. Nell’assunzione di Maria viene anticipata la trasformazione definitiva, ultima della nostra umanità. Venerando oggi la Vergine Maria siamo da lei invitati a guardare al Figlio e cercare la Sua gloria compiendo come Lui la volontà del Padre.